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Football Lives episodio n.21: Frank Lampard

Il mito di uno dei calciatori inglesi più amati di sempre, dentro e fuori dal Regno Unito. Frank Lampard è stato un’icona, naturalmente, del Chelsea

Gli esordi di Frank Lampard

Frank Lampard Jr. è figlio d’arte, il papà era un modesto difensore del West Ham e Frank, aveva iniziato proprio nelle giovanili degli Hammers a far scorgere il suo talento. Le caratteristiche che lo hanno seguito per un’intera carriera erano chiare sin da subito. Dopo un breve prestito allo Swansea, tornò al West Ham dove giocò in prima squadra dalla stagione 1995-96 al 2000-01, raggiungendo buonissimi risultati. Il “suo” Ham infatti, oltre a Wright, Di Canio e Sinclair, aveva anche in rosa, Frank, Joe Cole e Rio Ferdinand, giovani sì, ma in grado già di conquistare con gli Hammers un bel quinto posto nel ’98-’99.

Frank Lampard in maglia Chelsea

La carriera

Dopo sei stagioni al West Ham Utd, Lampard resta a Londra, cambiando però, colore della casacca. Sarà il Chelsea a comprarlo per arricchire una rosa non ancora da vertice, nel 2001. Ma presto, il cognome Lampard, diventerà uno dei più famosi del mondo Blues, perché no, di Londra, ancora perché no…dell’Inghilterra ! Frankie sarà insieme a John Terry, il simbolo del Chelsea che da rognoso avversario del sabato, diventa Campione d’Inghilterra e poi d’Europa. Lampard, alla sua prima stagione, segna 7 reti complessive in 53 gare. Diventa il faro del centrocampo di Ranieri, poi di Mourinho, ed ancora di Di Matteo. Con i Blues vincerà la bellezza di tre Premier League, 2 League Cup, 4 FA Cup, 2 Community Shield, un’Europa League ed una Champions League. 211 i gol totali, in 648 gare, praticamente quasi tutte quelle giocate dal Chelsea, dall’estate 2001 al 2014. Vice-capitano di una vita, motore e geometra della metà campo, con i numeri, impressionanti, dei gol stagionali: quelli di una seconda punta. Ma è tutta l’Inghilterra ad amarlo, ed a porre nella linea mediana Lampard-Gerrard le speranze di una generazione che potrebbe non ripetersi per anni. Peccato però che la Nazionale inglese pare colpita da un sortilegio che non vorrebbe mai più un 1966. Così, anche dopo un Euro2004 da protagonista, Frank con i Three Lions non vincerà mai nulla. La carriera, terminerà dopo un anno al Manchester City, e due al NY City, negli Stati Uniti.

Lampard con Mourinho, in uno dei primi Chelsea vincenti

La partita

Ci sono tre partite su tutte, che hanno potuto disegnare meglio di qualunque altra cosa, la carriera del ragazzo di Romford. La prima: la finale di Champions League persa nel 2008. Se il grande Terry non fosse scivolato su quella maledetta buca…ma questa è un’altra storia. In campo invece, quella che vide Frank Lampard, come sempre, marcatore dei Blues, a pareggiare il gol di CR7. Lampard aveva praticamente dato tutto al Chelsea, venti gol in stagione totali ed uno nella finalissima, ma probabilmente di più non poteva fare, per quella volta.

Poi c’è un finale di gara: stagione 2014-15. Lui ha scelto di lasciare il Chelsea da vincente, ma di giocare ancora nel Paese, con il City. Ottima stagione ed un gol…al Chelsea. Cosa c’è di speciale ? Che i tifosi londinesi a fine gara non solo non lo fischieranno, ma attenderanno la sua uscita dal campo per applaudire. Perché d’altra parte uno così, amato per tredici anni e due generazioni, non lo trovi dappertutto.

La partita di Frank Lampard però, è quella di Monaco di Baviera, 19 maggio 2012. Quella volta Lampard si “limiterà” a fare il suo dovere dal dischetto, una volta arrivati alla lotteria dei rigori contro il Bayern, che in effetti gioca praticamente in casa. A segnare sarà uno strepitoso Drogba, mentre Lampard risulterà tra i migliori in campo, nemmeno a dirlo, ma senza metterci la firma. Allora perché quella è la partita ? Perché Frankie aveva già vinto tutto e dimostrato tutto, ed una Champions League, almeno una, onestamente, la meritava.

Frank Lampard oggi. Allenatore del Chelsea

Vincenzo Capuano

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