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Football Lives – Episodio 28 – La Décima del Real Madrid

La Décima del Real Madrid: è la stagione 2013/2014 e le merengues tornano sul tetto d’Europa con Ancelotti in panchina

La Décima del Real Madrid: continua il viaggio di Live&Football con la rubrica “Football Lives”.

Quale Real Madrid resterà nella storia? Impossibile dirlo, è anche difficile provare a rintracciare una formazione merengues che resterà indelebile nelle nostre menti, perché parliamo del miglior club al mondo, di quello più famoso, con più Coppa dei Campioni/Champions League in bacheca. Quasi tutte le stelle del calcio hanno indossato la prestigiosa maglia del Real Madrid e molte di loro hanno scritto pagine importanti della storia del club e del gioco più amato al mondo. L’epopea delle cinque Coppa dei Campioni vinte di fila è irripetibile, ma la nostra attenzione si focalizza sulla formazione che, giocoforza, segna uno spartiacque nella storia recente del club. Stiamo parlando del Real Madrid di Carlo Ancelotti, quello che conquistò la Décima, quella che diede il via al ciclo delle tre Champions League vinte da Zidane in panchina.

La stagione

Era la stagione 2013/2014, la prima di Carlo Ancelotti sulla panchina delle merengues, portato in Spagna da Florentino Pérez per conquistare la Decima Champions League, una vera e propria ossessione da oltre una decade per il club. Il tecnico di Reggiolo sostituisce in panchina Mourinho ed ha un solo obiettivo; riportare il Madrid sul tetto d’Europa, come già aveva fatto in precedenza con il Milan in ben due occasioni. E la Liga, infatti, non arriverà a fine stagione, con Ancelotti che si dimostrò Re di Coppe. Conquistò, infatti, la Copa del Rey (in finale, rete strepitosa di Bale) e, ovviamente, la Champions League (nella stagione seguente arrivarono Supercoppa Europea e Mondiale per Club).

La partita

La partita, memorabile, fu manco a dirlo, la finale di Champions League, al Da Luz di Lisbona. Derby di Madrid, con l’Atletico di Simeone avversario delle merengues. È il 24 maggio 2014, una data che difficilmente dimenticheranno mai nella vita i tifosi del Real Madrid. Gara, però, subito in salita; l’Atletico, con il classico 4-4-2 e catenaccio, passa in vantaggio al 36’ con Godin e resiste strenuamente oltre il 90’. Il pareggio, infatti, arriva all’ultimo assalto del club di Chamartin, con l’incornata vincente di Sergio Ramos che porta in parità la gara e rimanda tutto ai supplementari. Cambia l’inerzia della gara. L’Atletico sentiva già il trofeo in tasca e si abbatte, il Real si rinvigorisce e non si ferma più. Dopo il primo tempo supplementare chiuso sull’1-1, nel secondo parziale è tornado merengues. Bale al 110’ (il colpo estivo, pagato 100 milioni di euro e già decisivo nella finale di Copa del Rey) realizza il 2-1, l’Atletico si sfalda ed a stretto giro di posta ne incassa altri due. Al 118’ Marcelo sigla il 3-1 mentre al 120’ un rigore trasformato da Ronaldo mette il punto esclamativo sulla gara. Il Real Madrid è campione d’Europa.

Le statistiche

Le statistiche in quella stagione sono straordinarie. In campionato, nonostante il terzo posto finale, chiude con 87 punti, ottenuti attraverso 27 vittorie, sei pareggi e cinque sconfitte; sono ben 104 le reti realizzate, 37 quelle incassate. Nelle coppe, però, l’impennata. In Copa del Rey otto vittorie ed un pareggio nelle nove gare disputate, con 15 gol all’attivo ed uno solo al passivo. In Champions League, invece, 11 successi in 13 gare, con un pari (nel girone di qualificazione) ed un ko (nei quarti di ritorno, con il punteggio di 0-2, per mano del Borussia Dortmund dopo il 3-0 dell’andata); ben 41 le reti segnate e solo 10 quelle subite. Percorso netto, invece, in casa; sei successi su sei. Numeri strabilianti che ben spiegano la forza di quella squadra, costruita da Ancelotti come una macchina perfetta.

La squadra

Il tecnico di Reggiolo puntava sul 4-2-3-1. Diego Lopez o Iker Casillas (il capitano giocava nelle coppe, 13 su 13 in CL) tra i pali, con Carvajal, Sergio Ramos, Pepe e Marcelo a formare la linea difensiva. In mediana Modric e Xabi Alonso con Di Maria, Cristiano Ronaldo e Bale alle spalle di Benzema. La stella, manco a dirlo, era Cristiano Ronaldo. Nel pieno della sua forma, il lusitano fu messo nelle condizioni ideali da Ancelotti di essere più che determinante. Partendo da destra ed accentrandosi, il portoghese diventava letale ed i numeri, infatti, furono lì a testimoniarlo; ben 51 reti in 47 gare tra campionato e coppe, record di gol in Champions League, con 17 reti in 11 gare e Pallone d’Oro al termine della stagione.

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Giovanni Spinazzola

 

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