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Juventus Campione d'Italia
Focus Italia Serie A

Juventus Campione d’Italia: meriti suoi o demeriti delle avversarie?

La Juventus si è laureata Campione d’Italia per la 36ma volta nella sua storia. Il merito è dei bianconeri o sono più i demeriti delle avversarie?

Juventus Campione d'Italia
Juventus Campione d’Italia

La Juventus è diventata Campione d’Italia con due giornate di anticipo chiudendo la questione scudetto al secondo match point. Non hanno fallito i bianconeri, centrando il 36mo titolo della loro storia, il nono consecutivo per un cammino da record. E’ stato sicuramente il campionato più duro da conquistare, in un momento storico per l’Italia ed il mondo difficilissimo.

Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza, scriveva il Manzoni nel “5 Maggio”, peraltro data che evoca bei ricordi alla Vecchia Signora. I bianconeri hanno mostrato, ancora una volta, la loro forza ma – forse – mai come quest’anno hanno dato l’impressione di poter essere battibili. Il campionato la Juve l’ha vinto con una media punti decisamente inferiore rispetto agli scorsi anni e basti pensare come due stagioni or sono al Napoli non ne bastarono 91 per vincere lo scudetto. Ed invece stavolta alla Juve 83 sono stati più che sufficienti. Una sola lunghezza di vantaggio sull’Inter, cinque su Lazio ed Atalanta. Certo, la Vecchia Signora ha mollato gli ormeggi e perso le ultime due, a scudetto conquistato, ma più volte non ha mai dato sentore di poter schiacciare l’avversario come si fa con le zanzare.

Juventus Campione d’Italia: il ballo delle avversarie

Sette sconfitte totali, appena la terza difesa della A ed il quinto attacco del campionato nonostante Cristiano Ronaldo, i numeri che inchiodano la Juventus e lasciano l’amaro in bocca alle avversarie. In questa stagione, sono sicuramente di più i rimpianti per le avversarie, mai così vicine a spezzare l’egemonia dei bianconeri. Una alla volta, come in una Royal Rumble autolesionista, si sono eliminate tutte le avversarie. Una sorta di Ronin 47 a numero limitato, con il Napoli che ha svolto la funzione di battistrada, togliendosi dalla lotta praticamente subito. Il Covid-19 e la ripresa post Pandemia ha poi condizionato la Lazio pesantemente; i biancocelesti, da inarrestabili, hanno perso forza come Sansone, anche a causa di una rosa ridotta all’osso ed alla mancanza atavica di alternative. La Juve ha ringraziato e, pur con qualche inciampo, è andata a dama, anche perché l’Inter ha tenuto fede al suo soprannome; pazza come sempre, più oscillante di un titolo in Borsa ha giocato all’elastico, vicina e poi lontana dagli acerrimi nemici, con punti persi a iosa da situazione di vantaggio.

E così è arrivato il primo titolo per Sarri, il nono per la Juve in una stagione dove le responsabilità delle avversarie sono state maggiori dei meriti dei bianconeri. Supercoppa italiana e Coppa Italia sono finite nelle bacheche di, rispettivamente, Lazio e Napoli, capaci entrambe di batterla nelle finali e pure in campionato (una vittoria a testa per biancocelesti ed azzurri contro la Vecchia Signora in A). Servito su un piatto d’argento lo scudetto, la Vecchia Signora ha ringraziato dell’opportunità senza nemmeno grandi complimenti. Una grande squadra, d’altronde, si comporta proprio così.

Clicca qui per leggere il pagellone della Juventus

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Giovanni Spinazzola

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