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Editoriale Focus

Balata, ascoltatelo! Un urlo lanciato nel vuoto. Costi, tamponi e mancati incassi, così resteranno solo macerie

Balata lancia l’allarme, la B è allo sbando, istituzioni e Serie A pensano ancora a loro stesse. Così però è difficile andare avanti.

Chissà se il direttore Pierluigi Cuttica si rende conto di cosa ha fatto quando mi ha lasciato il permesso di scrivere editoriali su questa bella realtà nascente che è Live & Football. Forse semplicemente non sa con chi ha a che fare? Chissà chissà, intanto io approfitterò di questo spazio per buttare sul tavolo quei problemi strutturali che vedo e che mi corrodono le sinapsi. Perchè mi sembra tanto semplice sedersi a un tavolo per trovare una soluzione, eppure vengono lasciati là, come fossero la quarantesettesima portata del cenone di Natale preparato dalla mamma. Eppure dovrebbe essere il piatto principale.

Siamo tutti sulla stessa barca, ma sembra che la frase fatta sia bella da dire ma brutta da attuare. C’è infatti un urlo, un importante urlo lasciato cadere nel vuoto in questi giorni. Balata ha parlato molto chiaramente e serenamente. È un personaggio che può suscitare poche simpatie, che magari non sempre ha fatto la cosa giusta al momento giusto. È innegabile però che abbia il polso della situazione sulla Serie B, uno degli organi principali del calcio italiano. Mi hanno insegnato che è sempre meglio riportare integralmente i virgolettati e i comunicati di cui si parla. Chi sono io per infrangere la regola?

Il comunicato

Di questo passo la Lega Serie B muore e le società dovranno chiudere”. Il Presidente della Lega B Mauro Balata lancia l’allarme sulle disastrose ricadute che le società avranno dalla mancanza di sostegno in un momento così drammatico per l’economia. “Non è tollerabile che società virtuose che, stando agli ultimi dati contribuiscono con la contribuzione fiscale e previdenziale per ben 130 milioni di euro l’anno, siano lasciate al proprio destino. Si tratta di piccole-medie imprese che danno lavoro a dipendenti subordinati, fornitori, collaboratori, gestori di servizi che, di fatto, sono state escluse, da ultimo, anche dalla norma di cui all’art. 26 del recente decreto-legge 77/2020 di conversione del cd decreto Rilancio 1. Nonostante questa disattenzione al mondo della Lega B devo fare un plauso ai presidenti che ogni giorno si impegnano per adempiere a quanto loro prescritto e che fanno scendere regolarmente in campo le squadre nelle gare di campionato che è seguito da tantissimi appassionati. La diminuzione dei ricavi, la mancanza di introiti da abbonamenti e biglietterie, merchandising, contratti di sponsorizzazione avviene in un momento in cui, viceversa, i costi sono notevolmente aumentati anche a causa dei protocolli Covid. La Lega che rappresento è composta da società che sono parte importante delle piccole e medie imprese, linfa vitale dell’economia del paese. Io da Presidente ho il dovere di tutelarle anche con azioni esemplari. Chiedo al Governo di intervenire subito con provvedimenti concreti perché il “calcio degli italiani” merita rispetto. Noi non staremo a guardare”.

Serie A senza Serie B? Mah…

Il calcio è un industria. Forse però la frase andrebbe riformulata, forse solo la Serie A è un’industria, il resto chissà, se ne può fare a meno se dovessero andare male le cose. Il punto è, il calcio italiano può fare veramente a meno della Serie B? Parere del sottoscritto, assolutamente no. La cadetteria è uno degli organi vitali del pallone tricolore. Tantissimi giocatori ora in Nazionale si sono fatti la gavetta in squadre della categoria inferiore. Da Florenzi, a Bernardeschi, passando per Verratti, Immobile e tantissimi altri. Una fucina dove plasmare i talenti con maggiore calma rispetto al tritacarne della massima categoria. Senza contare le tantissime piazze prestigiose presenti, Venezia, Verona, Reggio Calabria, Salerno… Vogliamo parlare poi delle squadre affiliate alla A? Basti pensare alla Salernitana che ha la stessa proprietà della Lazio.

Più costi e meno incassi. Così non regge

Perchè la Serie B economicamente è nel baratro? È presto detto, il costo dei tamponi va calcolato sull’ordine delle centinaia di migliaia di euro. In un momento in cui viene meno una delle poche voci nella tabella introiti, ovvero quella del botteghino. Per una categoria dove le aziende (perchè alla fine le squadre questo sono) facevano già difficoltà a coprire le uscite il problema è grossissimo. Per ora tracce di finanziamenti non ce ne sono state. Forse la Serie A il lusso di un anno in solitaria se lo può anche concedere, per più tempo però in autonomia si fa poco, urge trovare una soluzione al più presto perchè il futuro della cadetteria riguarda il futuro di tutti. Si andrà a un tavolo per aiutare l’ennesimo settore messo in ginocchio dal Covid? Visto il passato ci sono molti dubbi, ma magari la pandemia sta facendo capire che serve cooperazione per uscire dai momenti complicati. Balata quanto meno ci sta provando, un comunicato, un appello e un’iniziativa ufficiale, di più per svegliare le istituzioni dormienti è difficile fare.

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