Live&Football

FootballShare

Editoriale

L’altra faccia della Nations League

Non sempre vista di buon occhio dalle nazioni Top, la Nations League delle “piccole” puo’ raccogliere grandi storie, possibili nuovi talenti e qualche lacrima…

Tanto bistrattata e vituperata dagli addetti ai lavori dei top club, in particolar modo in quest’annata di calcio cosi’ diversa e mai cosi’ complicata, la Nations League puo’ al contrario dare un impulso positivo alle nazionali europee cosidette minori.

Quelle che in ogni sorteggio per le qualificazioni di mondiali ed europei sono considerate le squadre materasso al contrario nella rispettiva poule di Nations League hanno la possibilita’ di lottare in un girone ad armi pari o con avversari della loro portata, aumentando stimoli, consapevolezza e notorieta’che possono portare ad  un potenziamento della nazione dal punto di vista tecnico, ad un progresso del movimento calcio nei rispettivi paesi e a storie da libro cuore. Adesso che siamo giunti ad una sola giornata dal termine della seconda edizione del torneo, vediamo di analizzare alcuni delle imprese(perche’nei loro paesi si parla di vere e proprie imprese) che ci sono balzate agli occhi sino ad oggi.

Macedonia: dalla Poule D alla fase finale dell’Europeo

Abbiamo ancora tutti negli occhi l’urlo e le lacrime di Goran Pandev dopo la rete contro la Georgia che manda la Macedonia per la prima volta alla fase finale di una grande competizione per nazioni. La giovane compagine balcanica, nata soltanto nel 1994( era ancora la Macedonia di Darko Pancev), e’arrivata a giocarsi questo spareggio dopo aver partecipato e vinto, nella scorsa edizione di Nations League, il proprio gruppo della Poule D comprendente Armenia, Gibilterra e Liechtestein con 5 vittorie ed un pareggio e quindi aver avuto la meglio nello scontro fratricida contro il Kosovo che l’ha poi portata al trionfo di Tbilisi di qualche giorno fa.

Al ritono a Skopjie l’altra notte c’era una grande folla ad attendere una squadra che in pochi anni ha scalato 100 posizioni nel ranking Uefa , grazie soprattutto al grande lavoro del tecnico Angelowski, 44 anni, alla guida della nazionale dal 2015. Ma non solo, il paese da poco piu’ di due milioni di abitanti ha iniziato a sfornare talenti in rampa di lancio sulle orme dell’immortale Goran. Elmas del Napoli, per cui il tecnico Angelowski stravede e Nestorowski sono gli esempi a noi piu’ noti, ma anche Aliovski al Leeds e Ristovski allo Sporting Lisbona stanno facendo parlare di se’.

In questa edizione della Nations League, da “neopromossi” nella Poule C sono in testa al loro raggruppamento a due gare dal termine e mettono nel mirino anche la Poule B. La scalata della Macedonia continua….

Far Oer, il primato dei pescatori

E’ difficile essere competitivi nel calcio a livello internazionale quando sei una nazione che puo’contare su poco piu’ di 50.000 abitanti e per lo piu’condizionata da una condizione climatica non proprio ideale  per giocare a calcio nella maggior parte dell’anno, ma le Isole Far Oer ci stanno provando e in questa edizione della Nations League la gloria sembra essere ad un passo.

Al comando del loro raggruppamento, ancora imbattuti nel girone comprendente anche Lettonia, Andorra e Malta bastera’ almeno un pari nell’ultima sfida contro quest’ultimi per raggiungere la storica promozione nella Poule C. Protagonista indiscusso Hakan Ericson, tecnico svedese 60enne, con una lunga trafila di esperienze nel suo paese che da un paio d’anni guida la nazionale del piccolo arcipelago. Notevole crescita tattica e tecnica e spirito agonistico d’altri tempi sono le caratteristiche impresse dall’esperto tecnico ad un gruppo dai grandi margini di miglioramento. Fra i giocatori citiamo Edmundsson che fra i pochi a giocare a livello professionistico, proprio a Settembre e’entrato nella storia della Bundesliga diventando il primo giocatore di Far Oer a debuttare e a segnare nel massimo campionato teutonico. La nazione dei pescatori inizia a guardare in alto anche nel calcio..

San Marino, piccole grandi lacrime

Sono le lacrime di Dante Rossi a farci emozionare, al termine di San Marino-Gibilterra e a fare da incipit a l’ultimo nostro racconto. Trentatre anni, di chiare origini argentine causa della sua parlata chiaramente spagnoleggiante, Rossi nell’ intervista di fine gara non riesce a trattenere le lacrime, a stento pronuncia qualche parola: “ Per me e’un sogno, sono felice come tutta la mia famiglia. Ringrazio i miei compagni e lo staff. Spero di rimanere piu’a lungo possibile qui. Dedico questo pareggio a questo paese molto piccolo, ma dal cuore immenso. Chiedo scusa( mentre scoppia a piangere”.

San Marino ha tenuto lo 0-0, in casa contro Gibilterra, seppur con un uomo in meno per quasi tutto il secondo tempo e con un possesso palla che ha superato non di molto il 30 per cento. E’ ultimo nel suo girone con 2 punti, ma con questo pareggio che fa seguito a quello contro il Liechtenstein i titani mettono insieme la serie positiva piu’ lunga della loro storia. Due pareggi, senza subire reti oltretutto. Emozioni e lacrime che solo il calcio puo’ regalarci…

EMANUELE SOTTILI

Ti potrebbe interessare anche “Gestione della Juve: Com’e’ cambiata con Ronaldo”

Per ulteriori notizie visita la pagina facebook LeF.

LEAVE A RESPONSE

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *